All i want for xmas is....you

Scritta da Miriam

 

C’è una storia sai
Vera più che mai
Solo amici e poi
Uno dice un noi
Tutto cambia già
È una realtà
Che spaventa un po’
Una poesia piena di perché
E di verità…



Los Angeles -19 dicembre 2007

Suri sul grande plaid rosso sotto l’albero di Natale guarda estasiata le piccole luci cambiare colore e riempire la stanza di riflessi multicolori…i suoi grandi occhi azzurri sono come rapiti…e non posso fare a meno di guardarla …a volte sento come se il mio cuore non riuscisse a contenere l’infinito amore per lei…sta crescendo a vista d’occhio e i lineamenti del suo viso vanno delineandosi sempre più…di nuovo quella stretta al cuore…puntuale come ogni volta che sul suo viso scopro un altro piccolo particolare che giorno dopo giorno la verità con prepotenza riporta a galla.

Tra le mani ho la piccola scatola rossa di latta che Suri ieri sera mi ha regalato per il mio compleanno…in realtà non è una scatola ma un carillon…solo un carillon…ripeto a me stessa…ma intanto non riesco ad aprirlo…non devo aprirlo…o sarà come se questi due anni non fossero mai passati, come se non avessi mai preso quella scelta…


“Katie io sono tua madre e sarò sempre dalla tua parte…potrei dirti che questa forse non è la cosa giusta da fare ma è la tua vita e se il tuo cuore ti dice che è giusto che sia così allora fallo…”

“Non credo di aver avuto scelta…”

“Si ha sempre una scelta Katie…solo che spesso quella giusta ci spaventa…perché sicuramente ci farà piangere e stare male…o forse no… perché non potrai mai sapere se sia davvero così finchè non ci provi e lasci che il destino ti mostri davvero tutte le possibilità che hai davanti…solo allora potrai davvero dire di aver fatto una scelta.”


Le parole di mia madre dal passato tornavano nei miei pensieri e come un spillo appuntito pungolavano il mio mondo di certezze…no non avrei lasciato che rompesse quel guscio che un po’ alla volta ero riuscita a costruire…ma intanto stringo più forte quel piccolo cuore di latta nelle mie mani e la mia sicurezza sembra sempre più simile ad una leggera bolla di sapone pronta a scoppiare da un momento all’altro.

“Mamma, mamma, auguriiiiiiiiiii”

Era così felice la mia piccolina di avermi portato con mia madre il suo regalo per il mio compleanno…tutta attenta seguiva ogni mio movimento mentre scartavo il pacchetto tutto colorato ma quando i miei occhi si sono finalmente posati sul contenuto, un groppo mi si è formato in gola e il mio cuore si è stretto dentro…un carillon…non un carillon qualsiasi…quel carillon…

“ Amore è bellissimo”

dico con il migliore dei miei sorrisi stringendo forte Suri tra le mie braccia…il carillon ancora chiuso nella mia mano…mentre con lo sguardo incontro quello di mia madre e una muta domanda passa tra me e lei…

“Perché?”


Los Angeles - 22 dicembre 2007

“Papà Natale...Papà Natale...”

Comincia a gridare tutta eccitata la mia piccolina...mi guardo intorno ma non vedo nessuno aggirarsi con il tradizionale costume…

“Papà Natale...Papà Natale...”

indica con il ditino…e finalmente mi accorgo di cosa ha attirato la sua attenzione…dall’altra parte della pista vicino agli abeti che come secolari sentinelle sembrano vegliare tutto intorno c’è un gruppo di ragazzi…e in particolare uno di spalle che porta un berretto rosso e bianco ed una lunga sciarpa rossa…

“Tesoro quello non è Papà Natale…”

Ma Suri continua…

“Papà Natale...Papà Natale...andare andare...”

E andiamo… mi avvicino piano piano con lo slittino al gruppetto mentre Suri sembra sempre più eccitata…

“Stelle…Stelle mamma…Papà Natale…papà Natale..”

Adesso che siamo ormai alle spalle del ragazzo anche io posso vedere i fiocchi di neve stellati che illuminano la sua lunga sciarpa rossa…un brivido corre lungo la mia schiena e all’improvviso è come se tutto il mio corpo si fosse bloccato…

“Papà Natale...Papà Natale...”

No non poteva essere…no…sicuramente mi stavo sbagliando… ma quella stretta allo stomaco intanto sembrava dirmi l’esatto contrario e l’unica cosa cui riesco a pensare in questo momento è…

Scappa Katie, scappa…finchè sei ancora in tempo…girati e torna indietro…

Ma il mio corpo in questo momento sembra essersi distaccato dal mio cervello e quando finalmente mi decido a fare un passo è troppo tardi…

Suri seduta nello slittino ha afferrato un’estremità della lunga sciarpa e la tira per richiamare l’attenzione del suo “Papà Natale”…

Il ragazzo finalmente si gira…


Ed è come se nelle stanze del mio cuore qualcuno avesse appena spalancato tutte le finestre…una luce abbagliante avesse circondato tutto…e stessi provando tutto e niente nello stesso attimo…

“Papà Natale...Papà Natale...”

Un freddo improvviso mi prende e la paura sta adesso prendendo il sopravvento…ora che Suri sta chiamando proprio lui papà…mi manca sempre più il respiro mentre lui continua a tenere fisso il suo sguardo nel mio senza dire una parola…

Vorrei distogliere lo sguardo ma non ci riesco, qualcosa di più forte della mia paura mi tiene incollata a lui, è come se potesse leggermi dentro, lo ha sempre fatto…sin dalla prima volta…

“Papà Natale...Papà Natale...”

Suri ripete ora quasi sul punto di piangere visto che il suo “Papà Natale” sembra non averla degnata di attenzione…

Ma ecco succedere l’impossibile…quello che non avrei mai immaginato potesse accadere sta accadendo proprio davanti ai miei occhi…

Lui si abbassa su Suri e la prende in braccio…vorrei fermarlo…dovrei fermarlo…

“Ciao piccolina mi dispiace ma non sono Papà Natale”

Il mio cuore si stringe al suono della sua voce e si diffonde in me la consapevolezza che ciò che sta succedendo davanti ai miei occhi è davvero la realtà…

“No Papà Natale?”

ripete Suri voltandosi verso di me con lo sguardo confuso…e insieme a lei rivolge di nuovo lo sguardo anche lui…

E in questo preciso istante è come se il mio cuore si fosse fermato…vederli adesso così vicini guardarmi con gli stessi occhi, con lo stesso sguardo…

“Lui non è Papà Natale…Lui è …”

Dovrei dire “un amico di mamma” ma non ci riesco…le parole sembrano proprio non voler uscire…sono passati due anni…due anni dannazione…senza vederlo, senza sentirlo…ma non è cambiato nulla perché è sempre li dove doveva essere…fisso nel mio cuore…

“…Lui è Josh”

riesco alla fine a dire e adesso che il suo nome esce di nuovo dalle mie labbra è come se in un certo senso mi sentissi più leggera…

“Jos…J..o..s..”

ripete Suri con quel sorriso di quando scopre la sua nuova parola preferita…

“Si Josh, piccola”

ripete a sua volta lui con quel suo meraviglioso sorriso…

Suri con le sue braccine si stringe più forte a lui e posso vedere un sospiro attraversare il suo petto …e leggo nei suoi occhi una sensazione a me tanto familiare …un qualcosa di profondo che ti pervade tutto e ti fa capire qual è davvero il senso della tua vita.

Ti sorprenderà
Come il sole ad est
Quando sale su
E spalanca il blu dell’immensità


Los Angeles- 24 dicembre 2007

Sono due giorni che Suri non fa altro che ripetere la sua nuova parola preferita…

“Jos…Jos…Josh”

Mi sembra di impazzire, cerco di ripetere a me stessa di stare calma, che non posso lasciare che un scherzo del destino possa influenzare la mia vita…la scelta che ho fatto… ma mi sento più tesa di una corda di violino e il peggio è che se ne è accorto anche Tom e adesso pretende giustamente di sapere il perché…gli ho detto che ero stanca ed è la verità…

“Ce l’hai con me perché l’ho dato a Suri?”
“ No…in fondo perché dovrei volertene…è solo un carillon”
“Non l’hai ancora aperto vero?”
“Il passato è passato perché aprirlo?”
“Proprio perché è passato
.”

Sono riuscita finalmente a far addormentare Suri e Tom si è ritirato nella sua stanza; giro la manopola dell’acqua calda e chiudo gli occhi; vorrei non pensare a nulla,vorrei dimenticare quel maledetto carillon sul mio comodino ma so che è li ad aspettarmi…stringo più stretta la cinghia dell’accappatoio quasi fosse un guscio nel quale proteggermi…lasciando che il calore residuo della doccia anestetizzi i brividi che corrono lungo la mia schiena, prendo quel piccolo cuore tra le mani e piano lascio che le mie dita facciano il passo più difficile…click…alzo piano il coperchio…adesso si che non posso più tornare indietro e lascio che quella melodia mai dimenticata mi avvolga completamente e mi trascini in un vortice di emozioni mai sopite…

Toledo- 24 dicembre 1998

Sono al laghetto vicino casa mia , mi stringe entrambi le mani e piano piano guida i miei passi incerti sul ghiaccio, un mio passo sbagliato e finiamo a terra, uno sopra l’altro…

“Mi dispiace…sono proprio una frana”
“A me no”


Mi sfiora delicato con le sue labbra umide gli angoli della bocca, sospira profondamente, il suo respiro caldo sulle mie guance arrossate mi stringe ancora più forte a se…poi si discosta giusto un poco e lo vedo armeggiare con una mano lungo il suo giaccone…ora davanti ai miei occhi c’è un pacchetto…

“Credo che sia il momento giusto perché tu lo apra”

Ancora seduti sul ghiaccio, io apro emozionata il pacchetto…ed ecco tra le mie mani per la prima volta quel piccolo cuore di latta rossa, custode di un messaggio che non avrebbe più lasciato il mio cuore…

“My heart is a fixed point”

Tremante, prendo il suo viso tra le mie mani, e adesso tutto il mio corpo trema ma non dell’umido freddo che veloce si fa strada sui nostri giacconi ormai inzuppati…no…tremo di vita…tremo d’amore…quel amore che da allora non mi avrebbe più abbandonata anche quando ho cercato di respingerlo con tutte le mie forze…perché non potevo controllarlo…perché faceva crollare tutte le mie difese…perché metteva completamente a nudo la vera me stessa…

Los Angeles - 20 febbraio 2005

“Sei libera dalla mia presa”
“Cosa significa?”
“Significa che dopo 7 anni finalmente mi sono deciso a fare la cosa giusta…e la cosa giusta è non permettere più alle tue paure di nascondersi dietro il paravento della parola amicizia…io ti amo Katie, ti ho sempre amata e non posso continuare a fingere di essere solo tuo amico, non posso più…è arrivato il momento di dire basta con le parole non dette, basta con quell’infinito ingarbugliato groviglio di emozioni inespresse che c’è tra di noi…ci facciamo solo del male…e ti fa solo scappare dalla tua felicità… e se questa tua felicità significa sposare Chris io lo accetto... perché saperti felice è la cosa che più conta al mondo per me e quindi mi faccio da parte uscendo definitivamente dalla tua vita.”
“E invece ti sbagli…non è questa la cosa giusta da fare”
“ E quale sar…”


Cosi ruppi le sue parole baciandolo come mai avevo fatto prima mentre le mie lacrime rigavano copiose il mio viso bagnando anche il suo, mentre il mio respiro diventava sempre più spezzato e sentivo le sue difese crollare una ad una…come una bomba le sue parole avevano aperto un vuoto così grande nel mio cuore e l’unica cosa che potesse salvarmi fosse aggrapparmi a lui con tutte le mie forze e fargli sentire quanto senza di lui io fossi persa…

Ma la mattina dopo le mie assurde paure avevano di nuovo costruito ostacoli insormontabili e mi avevano fatta di nuovo scappare…inconsapevole che quella notte avrebbe cambiato per sempre la mia vita…e la sua…ma purtroppo solo un mese dopo a Londra era troppo tardi ormai per cambiare le cose…lui non era più solo adesso, mi aveva aspettato così a lungo e io non avevo fatto altro che scappare…no…non avevo alcun diritto di sconvolgere la sua vita…e realizzai che era il mio turno questa volta di prendere la decisione giusta…lo avrei lasciato libero dalla presa…per sempre.

Stessa melodia
Nuova armonia
Semplice magia
Che ti cambierà
Ti riscalderà


Ma avevo solo ingannato me stessa in questi due anni…il mio cuore non aveva mai lasciato la presa…era ancora li attaccato al suo unico punto fisso…

“All I want for xmas is you”

sussurai a me stessa tra le lacrime stringendo forte il piccolo cuore di latta rossa…

È mattino ormai, gli occhi ancora chiusi avverto il caldo tepore affianco a me, mi volto e posso di nuovo tuffarmi in quel suo meraviglioso sorriso…

Con un braccio mi attira più vicino a se…

“My heart will be forerever a fixed point”

Sussurra prima di sigillare le mie labbra alle sue…e tutto è come doveva essere…o quasi

“Mamma…papà…Natale…Natale”

Suri veloce si arrampica sul lettone e corre tra le nostre braccia…adesso si che è tutto come doveva essere.

Quando sembra che
Non succeda più
Ti riporta via
Come la marea
La felicità


E adesso che sono di nuovo tra le sue braccia e sul mio petto dorme tranquilla il frutto del nostro amore non so più se è stato solo un sogno e tutto quel tempo passato a scappare da lui sia mai esistito davvero…so solo che il mio cuore la notte di una vigilia di Natale di un anno fa ha finalmente fatto la sua scelta…quella giusta stavolta.


Ti riporta via
Come la marea
La felicità.



THE END